In valigia

Un anno fa a gambe incrociate, per terra, nella mia casa nuova, completamente vuota, alcuni pensieri rotolavano come biglie sopra il parquet e finivano dentro il mio taccuino. Scrivevo così: voglio imparare i rumori del cortile, il latrato del cane, il portone che sbatte, la bicicletta che arriva e striscia sull’acciottolato, voglio conoscere gli odori delle cucine di chi forse un giorno mi sarà amico.
Il cane ha dormito per tutto l’inverno e si risveglia ora, come d’altronde la bicicletta. Tutto il resto invece pian piano ha preso forma, dalle tende alle finestre alle farfalle sul muro, dai panni stesi sui fili del balcone alla nostra amicizia.
Hai bussato un giorno d’estate alla mia porta con una torta di mele immaginaria, come fanno gli americani con i nuovi vicini, e a Natale il nostro ballatoio comune già scintillava come le Galeries Lafayette, altro che Luci d’Artista.
Un mattino di dicembre siamo partiti insieme per Lione che io ho spiato da dietro il mirino della mia Diana F, un giocattolo di plastica azzurra e nera a cui non ho saputo resistere, ma quando ho sviluppato il rullino la città non c’era, qualcosa di tecnico non aveva funzionato e le fotografie erano rimaste solo in fondo agli occhi.
Ora noi qualche sabato mattina andiamo a Porta Palazzo, facciamo una spesa più solidale che equa, poi ci fermiamo in Piazzetta IV Marzo e giochiamo di nuovo al mercato con quello che abbiamo nei sacchetti e intanto il tiepido sole di primavera perde quota velocemente.
Stasera mentre preparo la mia valigia scozzese metto dentro anche il tuo gatto rosso con il suo cuore di carta velina, il tè della domenica e i biscotti vegani, il libro di Romain Gary che non mi restituirai più, la camelia che hai innaffiato quando non c’ero e sull’ultimo strato, proprio prima di chiuderla, il tuo sogno provenzale che si avvera, già ti vedo, disteso in un campo di lavanda, pantaloni bianchi e un girasole tra i denti.

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Looking for poetry in this and that.
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2 risposte a In valigia

  1. pupanna ha detto:

    mamma mia che bello! che cuore delicato che hai … ma è il sorriso accanto a te??

  2. Barbara De Vito ha detto:

    Il sorriso accanto a me è Francesco, il mio vicino di casa, quello dell’applepie immaginario (sto ancora aspettando quello vero, visto che è anche un ottimo chef). Grazie Gio’! Abbraccione.

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