Il Giubileo di Elisabetta, quello di Lene e quello di Ridley Scott

Due giorni fa sono andata all’ufficio postale della Dumbarton Road per spedire delle cartoline. Mi hanno sporto due quartine di francobolli che ritraggono la Regina Elisabetta II in ben quattro pose, due in bianco e nero, quarantenne a cavallo in occasione del “Trooping the colour” (compleanno ufficiale della Regina) del ’67 e cinquantenne sorridente al Giubileo d’Argento del ’77, e due a colori, durante la Garter Ceremony del ’97, cioè la Cerimonia nella quale vengono insigniti i nuovi Cavalieri dell’Ordine della Giarrettiera, e al Giubileo d’Oro del 2002, completino celeste da cui spunta la gelida manina salutante. Li ho subito messi da parte per regalarli a mio padre, appassionato di una collezione filatelica anch’essa giubilare e me ne sono fatta dare degli altri, altrettanto reali.
Ogni occasione è buona, compreso il Diamond Jubilee della Regina di cui avevo preso atto ufficialmente, per attraversare la strada e andare a festeggiare al Maria’s Cafè, un localino così bianco e azzurro che sa di mollette e di bucato. Uno da Maria ci va per un tè, ma soprattutto per quel dolcetto di consistenza aliena che sta sul bancone vicino alla cassa e che lei vende per 40 centesimi di pound, il “Tunnock’s teacake” (dal 1890, forse se lo mangiava già la Regina Vittoria) una pallina composta da un involucro sottile di cioccolato al latte che riveste un’entità bianca spumosa che non è meringa, non è marshmellow, non è panna, non è schiuma da barba, non è chewingum, però è buonissima, è un viaggio low-cost tra solido e liquido, il tutto ancorato ad una base di biscotto che invece riporta ad una realtà gustativa ben precisa.
Maria, che è la mia seconda amica qui a Glasgow, mi fa capire, come immaginavo, che agli scozzesi non gliene importa granchè di Elisabetta II, a parte a quelli del pub poco più avanti che si chiama “The Windsor Tavern” (mica per altro) e ride scoppiettante, allora interviene Lene, berlinese, da 60 anni a Glasgow sul trono di moglie, madre, sviluppatrice di fotografie e ora nonna di sei nipoti, gli 86 anni meglio portati di tutta l’Europa Occidentale e mia terza amica qui, che dice a Maria di non schierarsi così apertamente visto che ha inaugurato il suo locale da poco e non sai mai con chi hai a che fare – you never know. Maria taglia corto col suo – That’s what I “thaeink”! – le vocali di troppo rotolano giù dal bancone e conveniamo tutte e tre che almeno ci sarà il weekend lungo perchè lunedi, grazie al Regno, è stato proclamato giorno di festa nazionale.
In antitesi alla polverosa atmosfera monarchica la mia serata si è conclusa con la fantascienza più sfrenata e la visione in 3D di “Prometeus” di Ridley Scott, una sorta di prologo di Alien, arrivato 30 anni dopo: non è un Giubileo di Diamante, ma almeno di Perla sì, e per quanto non fosse il mio genere, l’ho trovato davvero spettacolare.

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20 risposte a Il Giubileo di Elisabetta, quello di Lene e quello di Ridley Scott

  1. serenaseblu ha detto:

    Ero riuscito quasi a non invidiarti fino quasi alla fine, ma aver già visto il Prometeus ti inserisce in una schiera di invidiabilissimi.

    • Badev ha detto:

      Ciao Alby!
      Prometeus mi ha dimostrato che l’imprinting fantascientifico può attecchire in qualsiasi momento della vita. Ora però devo colmare le mie lacune che sono…spaziali! Ma sì, dai, arriverà anche a Turìn, questione di mesi.

  2. ricbranca ha detto:

    OK, che fosse spettacolare, trent’anni dopo, con altri mezzi, mi pare il minimo; ma in confronto alla storia “madre” originale, come ti è parso?
    Tante volte cucinare nuovamente un altro piatto dagli avanzi di uno precedente, pur anche che abbia raccolto molto successo, risulta deludente.

    • JackTarantula ha detto:

      TI posso dire la mia. Sono rimasto in stato di shock per un giorno (lo aspettavo come Babbo Natale a 6 anni)… quindi qualcosa e’ successo! Una cosa e’ certa… A parte Moon, e forse Cargo (escludo Prometheus, of course), la fantascienza sporca e ruvida non si vede piu’ da un pezzo…

  3. riruinglasgow ha detto:

    Anche io voglio Prometeus! E sopratutto, sono qui che saltello, pronta a diventare la tua amica numero QUATTRO!

  4. Ema ha detto:

    Ciao Barbarella! Come stai? In un grigio albeggiare torinese in DEA riesci a confermare e ribaltare allo stesso tempo lo stereotipo di Glasgow che mi ero creato senza mai essere stato in Scozia…a presto!

  5. ejunko ha detto:

    Vorrei saperne di più, dell’highlander Lena.

    • Badev ha detto:

      Amabile e tonica signora, sul viso ancora un ultimo e tenace strato di bellezza. Per amore, a ventisei anni si trasferì a Glasgow da Berlino, sposando uno di qui. Una vita passata tra gli acidi di sviluppo di un laboratorio fotografico, ma non è questo il segreto della sua forma smagliante. Alla mia domanda su quale fosse invece, Lene ha risposto: “I’m a natural dancer”. Balla tutto il giorno, ecco perchè.
      Il resto te lo racconto quando la ri-incontro.
      Un bacione, Francesca!

  6. Chiara P. ha detto:

    “District 9”, l’ultimo film di fantascienza che ho visto (relativamente recente e a basso budget). A parte un certo numero di scene orripilanti (durante le quali ho scrutato attentissimamente la stoffa delle poltronicine del cinema), credo valga la pena di aggiungerlo al tuo update fantascientifico. Buon giubileo!

  7. pupanna ha detto:

    Fai vivere le parole, quel caffè bianco e azzurro quasi lo vedo :))

  8. pri ha detto:

    Oh ciccia, riderone!
    Metti degli sfondi psichedelici al tuo blog (sì, lo so di cosa si tratta…), vai a vedere film di fantascienza invece delle tristi storie francesi e nordeuropee…non ti si riconosce già più!
    Il bike pride non è stato lo stesso senza di te!

    • badev ha detto:

      Mi è dispiaciuto un sacco per il bike pride, vi ho visti in via po (in foto) con le vostre bicicloppete, come dice Chiara P.
      Quanto ai film, le scelte sono inversamente proporzionali al grigiore del clima. Ci manca solo Bergman qui…
      Ma è solo una fase, Prisci!
      Ps: stamattina esco con Aurora (amica n. 4)!

  9. pri ha detto:

    Qui siamo in due a voler sapere come è andato l’incontro con l’amica n°4. Io e l’altra PR. Mi hai fatto fare bella figura? 😀
    P.s. Hai visto che simbolo gioioso di fianco al mio nome sul tuo blog?

    • Barbara De Vito ha detto:

      Siamo state insieme 4-5 ore, è stato divertente: brunch, poi mostra alla Galleria d’Arte Moderna, shopping senza acquisti, chiacchiere in italiano, saluto a Brenda (amica n. 1) infine rendez-vous con il mitico Colin che è giunto a bordo di una Punto blu fiammante e se l’è portata via, snif.

  10. pannaphotos ha detto:

    mi piace il tuo blog, Barbara, e ho intenzione di seguirti … ho già trascritto la ricetta del bianco mangiare!!!

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