Preludio della Suite No.1 per violoncello solo in Sol Maggiore di Bach

Legnano nera e cuffiette, a Torino sono una ciclista resistente, insieme a tanti altri, ma ognuno ha le sue colonne sonore, anche a seconda del quartiere in cui si sta muovendo.
Il Preludio della Suite No.1 per violoncello solo in Sol Maggiore è la mia pedalata preferita, specialmente nelle prime sere d’estate senza calze, lungo tutta Via Po, dalla fine di Via Garibaldi fino al fiume.
Siamo ben sincronizzate noi quattro, la bicicletta, la strada, la suite e io.
E adesso da qui, da lontano, mi accorgo che quella strada l’ho imparata a memoria come una poesia. Vedo l’ombra dei lampioni disegnata sui portici, lo sciame bianco dei taxi su Piazza Castello, Ernesto che porta fuori due coppe di gelato di Fiorio per il dehors, la libreria Comunardi, l’aperitivo di Abrate, il cinema, la Drogheria, gli occhiali di Marina e, laggiù in fondo, la punta della Mole.
Quel pezzo di Bach pedala pedala fino a trasfigurarsi, si porta a un punto di ebollizione, ingredienti crudi diventano pietanza e felicità immensa, si costruisce e si distrugge percorrendo scale all’infinito. In due minuti e mezzo sento la musica respirare, in un duello in crescendo di crine e corde, per poi tacersi senza più fiato, sfiancata dalla corsa.
Cercatelo, ascoltatelo, sicuramente l’avete già sentito in qualche film, è un brano famoso.
Oggi ho scoperto che Bach funziona anche a Glasgow, due ascolti esatti di seguito sull’autobus n. 42, da Glasgow Harbour fino alla mia scuola d’inglese in Sandyford Place, con poco traffico sul percorso.
Certo che non è la stessa cosa senza vento sulle gambe, ma se odi il sellino sempre bagnato, andare sulle due ruote a Glasgow non fa per te, ciclista torinese.
Da questo lunedi sono “tornata a scuola” e infatti ci vado con lo stesso numero di autobus che mi portava al liceo, il fourty-two, uno scherzo del tempo che passa e a volte finge di ritornare.
In classe sono seduta tra gli occhi verdi di una ragazza di Saint Malo e quelli neri di Rameen, tutto ciò che vedo di lei sotto il suo burqa integrale e quasi mi mette a disagio.
I miei compagni dell’Arabia Saudita a una certa ora stendono un piccolo tappeto e pregano, gli spagnoli hanno sempre qualcosa da festeggiare e del resto sono Campioni d’Europa, il giapponese mi racconta nel dettaglio la sua colazione a base di pesce, Alberto mi chiede di nascosto in italiano che cosa siano i “prawns”. Erano tanti anni che non suggerivo a qualcuno senza farmi beccare, sai Alberto, e i gamberi per poco non mi commuovono.
All’intervallo ci beviamo il tè con l’immancabile goccio di latte, very british, e c’è un’atmosfera fresca, piena di futuri ancora indefiniti, compreso il mio, barbe con ancora troppi buchi e collants a righe colorate come non lo saranno mai più.
All’uscita ognuno si riprende il suo ombrello, chè tanto è solo questione di tempo, prima o poi la pioggia cadrà.

Fot (B. De Vito): Gerani. Glasgow, Botanic Gardens

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Looking for poetry in this and that.
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22 risposte a Preludio della Suite No.1 per violoncello solo in Sol Maggiore di Bach

  1. esercizidipensiero ha detto:

    io sono ciclista instancabile, il sellino bagnato non importa. quanod piove metto la gonna che così mi asciugo più in fretta, estate e inverno. non sono mai stata capace di pedalare con la musica, non so, mi fa paura. pare che non sento la strada.
    (la tua scozia mi riporta ogni volta indietro di quasi vent’anni. è tipo una macchina del tempo e mi ritrovo adolescente in poche righe. incredidibile).

    • Badev ha detto:

      Io invece non riesco a pedalare con il freddo, sebbene questo sia legale (mentre le cuffiette no)…
      Beh la scozia è un tipico viaggio da “summer school”!
      Domenica abbiamo anche la gita al Luna Park!

  2. penna bianca ha detto:

    Ecco, questa pioggia costante e normale non so se mi piacerebbe ma la bici decisamente sì!

  3. pupanna ha detto:

    sei sempre immaginifica!! una strada imparata a memoria come una poesia … mi piace!!!
    e i tuoi compagni di scuola :))

    • Badev ha detto:

      Siamo una classe eterogenea…
      Quando qualcuno farà la festa di compleanno toccherà prendere un regalo e anche un aereo.

  4. pupanna ha detto:

    e bella la foto dei gerani con i vetri da inverno siciliano …, che contrasto con i fiori sbocciati e colorati!

  5. pietro ha detto:

    Cara, Ba’, mi mancano le parole per commentare i tuoi reportage. Mi sento solo di aggiungere, banalmente, se vuoi, comincio a pensare che la tua prosa contiene una dose molto alta di poesia. Di qualcosa che smuove l’animo.
    Un abbraccio

    • Badev ha detto:

      Il mate a volte viene meglio, a volte viene peggio. Sono contenta che tu lo trovi sempre più che bevibile.
      Un abbraccio a te.

  6. Prif ha detto:

    Ciao, io sono la tua amica poco poetica. Volevo solo dirti che non ci fosse tutto ‘sto umido, fai quasi venire voglia di trasferirsi a Glasgow.
    Anche io devo tornare alla scuola di inglese. Ho bisogno di maggiore scioltezza. Non riesco a dire tutte le fregnacce che dico in italiano e me ne dispiaccio. Oggi in uno di questi incontri dove mi mancano le parole ho vinto un portaolive pakistano. Quando torni te lo faccio vedere.

  7. huitansetdemi ha detto:

    Questo scritto è bellissimo. Ci sono immagini magnifiche e molto amore per gli altri, e la vita. E i gerani e la pioggia: delizia.

  8. Marina Prete ha detto:

    Sei bravissima a scrivere, non vedo l’ora di rivederti in PS. Divertiti il più possibile,
    Un abbrraccio, Marina

  9. silykot ha detto:

    Rimbalzo qui dopo aver visto un tuo commento altrove.
    Che bello questo post, così suggestivo… Non ho la preparazione per commentare sulla musica, ma, da torinese, quella descrizione di via Po….. è da abbraccio!!

  10. kalissa2010 ha detto:

    Quello che sto per scrivere non c’entra niente con questo post e me ne scuso, ma non sapevo dove altro scriverlo, per fortuna esiste la possibilità di cancellare i “commenti inopportuni” e questo mi tranquillizza un po’.
    Volevo solo dirti che nell’ultimo post del mio blog, http://ilakali2010.wordpress.com/2012/07/11/affidabilita/
    ho citato il tuo.
    Si trattava di scegliere dei blog (5) “affidabili” ed io, pur avendo letto ancora poco del tuo, mi sono sentita di segnalarlo.
    Te l’avevo già scritto: mi piace quello che ho letto e visto qui, quindi tornerò e…scusa se ho fatto un po’ di pubblicità!
    Un saluto.
    kali

  11. dafnevisconti ha detto:

    Bellissime suggestioni: musica, natura, vita.

  12. kalissa2010 ha detto:

    Rieccomi.
    Questo post dovevo leggerlo meglio e sono tornata.
    Qui le cicale cantano l’estate
    e la pioggia ai gerani
    la regalo io con l’innaffiatoio color glicine dell’Ikea.
    Ho catturato due tue frasi sul tempo
    “uno scherzo del tempo che passa e a volte finge di ritornare.”
    e
    “e collants a righe colorate come non lo saranno mai più.”
    Bellissime, con appena una patina di nostalgia.
    Buona giornata.
    Kali

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