L’arpa di Remi

Anno 1994, lezione di Fisiologia Umana, aule di Corso Raffaello della Facoltà di Medicina. Il professore, monocorde, insiste sull’apparato circolatorio.
Dodo, che è seduto accanto a me, nasconde a stento lo sbadiglio sotto i suoi riccioli neri. Dopo un po’ mi passa un bigliettino, che srotolo e leggo.
“Remi ha un incidente di moto: passando sotto un tunnel la sua arpa urta le ventole di aereazione della galleria ed egli (Remi) cade. Portato d’urgenza in un Conservatorio, gli viene detto che la sua arpa ha perso molto sangue ed ha subìto un’ischemia: non potrà mai più suonare Love me do. Il microcircolo viene spiegato ad un Remi piangente.”
Naturalmente me ne innamorai alla follia, non troppo ricambiata. Ma conobbi Wim Wenders e Woody Allen, Bergman, il jazz, Boris Vian, Paolo Conte, gli chansonniers, Parigi prima ancora di vederla, Pessoa e la sua inquietudine che era un po’ la mia di ventenne col codino, eppure già contabile di nostalgie.
Scoprii per la prima volta, accanto a lui, come cadesse bene la luce sulle Langhe, con una Kodak semiautomatica infilata nello zaino all’ultimo momento, e non fu l’unico panorama che cambiò per sempre, guardando le cose anche attraverso i suoi occhi.
A Fisiologia I fummo bocciati entrambi.
Un paio d’anni dopo, Dodo si iscrisse a Lettere Moderne, sbadigliava meno ed era più felice.

Annunci

Informazioni su Badev

Looking for poetry in this and that.
Questa voce è stata pubblicata in People around me e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

15 risposte a L’arpa di Remi

  1. serenaseblu ha detto:

    Il peggio per me fu scoprire che il prof era un grave bipolare. Ma la nostalgia fa tantissimo.

  2. esercizidipensiero ha detto:

    è che sono questi bigliettini che fanno innamorare alla follia. (sospiro). bellissimo questo post. delicatissimo.

  3. Emilie Bettega ha detto:

    Mi fa pensare a tanti ricordi il tuo post.
    E cosi bello, il tuo attegiamento di narratore.
    Emilie

    • Badev ha detto:

      Tanti ricordi perchè ormai è un bel po’ che sei nei miei paraggi… (e io nei tuoi, anche se ormai son sempre un paio d’ore di aereo tra noi) Un bacio!!

  4. kalissa2010 ha detto:

    Insomma…impossibile non innamorarsi di Dodo, dei suoi pensieri arcobaleno, degli sbadigli e dei riccioli neri.
    Lo immagino scrittore di fiabe bellissime.
    Chissà cosa farà ora…
    Concordo con l’aggettivo scelto da esercizidipensiero : DELICATISSIMO post

  5. mizaar ha detto:

    bisognerebbe frequentare i dodo solo da giovani. più in là, solitamente, invecchiano male! 😀
    ( o magari sarà un dodo davvero speciale a cui vale la pena fare quella telefonata… ) bello bello questo post, buona serata! 😀

  6. penna bianca ha detto:

    C’è un’aria bellissima in questo post malgrado siano passati quasi vent’anni da allora. Penso che sia merito della magia di certi incontri e di certe perrsone (te compresa:-) Certo è che hai scritto un bel post. Te ne sei accorta? Quoto anch’io per la telefonata.

  7. zioluc ha detto:

    i dodi si sono estinti da tempo, ma come scrivi bene.

    • Badev ha detto:

      Grazie zioluc, i tuoi passaggi mi fanno sempre piacere. Magari un giorno mi recensirai su Anobii…
      A presto, mi raccomando!

    • zioluc ha detto:

      Uu, sarebbe davvero bellissimo se pubblicassi qualcosa… devo iniziare a tenere da conto le tue ricette mediche 😛 baci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...