Silenzio

Il silenzio è humus, pensavo stasera, su cui tutto cade come semi.
Mi sembrava una bella immagine, appropriata alla stagione, in questo mese di settembre che è proprio il mese migliore per iniziare un orto, poi ho scoperto su internet che prima di me già a Saramago era venuta in mente la stessa metafora, del silenzio come terreno fecondo.
Non è male avere delle trovate uguali a quelle di Saramago, non è che mi sia dispiaciuto del tutto, è stato come aver bevuto insieme a lui una ginjinha nella Praça do Rossio, forse è lì che ce lo siamo raccontato. A Lisbona, davanti a un liquore alla ciliegia.
In quello stesso momento, ricordo, passava una coppia, lei bionda, con un tailleurino che le segnava parecchio la vita, fletteva indietro molto leziosamente la gamba destra, mentre dava un bacio al suo innamorato.
Una cinepresa restringeva tantissimo l’inquadratura su quel dettaglio, io e José, alzando lo sguardo dal nostro tavolino abbiamo visto che avevano allestito un set cinematografico, dicevano che fosse un film di De Oliveira che stavano girando lì.
L’ultima volta che ho ascoltato un silenzio come si deve (o forse la penultima) è stato in un parco naturale di “cicogne e anatidi”, proprio così c’era scritto all’ingresso di quell’oasi.
C’erano persone che lo fotografavano, il silenzio, altre lo contemplavano e basta: una zampetta palmata tirava una riga sull’acqua lentamente, un cigno non pago di se’ si duplicava nello specchio del lago, una lontra si immergeva ed emergeva dal riflesso petrolio della palude, alti steli d’erba venivano mossi da un vento apparentemente muto, moltitudini di insetti sciamavano in legioni compatte, descrivendo nell’aria sistole e diastole di un volo piuttosto ritmato.
Quell’ovatta avvolgeva vita ad ogni istante. La vita stava acquattata dietro un cespuglio, sporgeva verde su un ramo, brillava trasparente dentro una fogliolina, oppure, la vita, si metteva in fila verso un minuscolo buchino nella terra, ronzava, batteva le ali, tremava di paura nel verdetto scontato e universale del più forte sul più debole.
Il silenzio è un luogo di ombra e di frescura, di cruda sottrazione destinata al ricalcolo, di assenza in cerca di pienezza.
Nel silenzio le cose trovano forma e ordine, anche quelle più insperate.
Come i lamponi e i pomodori del Partick Mansion Garden di Maud, piccolo miracolo urbano avveratosi sotto il sole formale e la pioggia zitta di Glasgow pochi giorni fa.
Dentro un silenzio fertile, tutto avviene.

Foto (B. De Vito): Due cicogne zitte. Racconigi, Parco delle Cicogne e Anatidi – agosto 2012

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Looking for poetry in this and that.
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14 risposte a Silenzio

  1. esercizidipensiero ha detto:

    imparare a non riempir il silenzio, che fatica, ma che sorprese poi.

    • Badev ha detto:

      Quantomai vero. Grazie edp!
      Dice il saggio: “The breath is the connecting link between the inner world of silence and the outer world of activity” – Sri Sri Ravi Shankar

  2. penna bianca ha detto:

    Mi ci è voluto del tempo per non soffrire il silenzio, ma adesso è diventato un compagno adorabile.
    A proposito di silenzio. mi chiedevo che fine avessi fatto e stavo per romperlo 🙂 Bello questo post.E per giunta è scritto benissimo.

  3. riruinglasgow ha detto:

    Glasgow è il luogo delle imprese impossibili. Solo la mia pianta di zucchini non ne vuole sapere.

  4. prif ha detto:

    Un liquore alla ciliegia a Lisbona non è solo un liquore alla ciliegia. E’ la ginjinha. 🙂

  5. Giancão ha detto:

    E una ginjinha con Saramago, beh, non ha prezzo, ancor più se accompagnata dalla visione di una scena che sembra di un film francese, ma che poi è in realtà lusitana…e anche un po’ cleptomane, se vuoi 🙂
    Nei giorni scorsi grazie a un tour ho approfittato di questo silenzio, a volte completo, a volte “condito” da qualche animaletto frusciante o fischiettante, e confermo che anche per me è vita!

    • Badev ha detto:

      Ecco, contrariamente all’ammiratrice qui sopra, tu sì che sai cogliere anche le sfumature dei miei scritti…E hai sgamato anche il film, bravo. Bella la tua argentina fotografata. Io la sogno da un po’.

  6. miroirbleu ha detto:

    Che bel respiro, Il silenzio. Un meraviglioso fiume che ci dà tanto spazio per far scorrere il nostro animo. Raro di questi tempi. Grazie per il bel post.

  7. alegoestomoscow ha detto:

    Non sai quante volte ho immaginato di trascorrere uno dei pigri pomeriggi di Lisboa in compagnia del grande José. A sorseggiare vino e a parlare di Blimunda e degli altri magnifici personaggi che ha saputo inventare nei suoi romanzi. La tua scena mi ha ricordato la mia citazione preferita dai suoi libri: “Manda vir na taberna copos de vinho até encontrar a felicidade, se lá a puseram antes”.

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