La banda (Canzone per Carlo V)

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Dalla finestra del caffè
vedo i passi di queste note klezmer
crome con il cappotto
che mangiano Torino.
Te ne sei andato
mani di zigomo
aorta scintillante.
Tagli questo cielo incenso
col tuo sorriso sonoro
ti assenti
da scontrini e sbadigli
sabati di budini Elah
guanti da perdere
parenti della sposa
Eurostar in ritardo.
Ma resti e diventi estate.

(B. De Vito, 2009)

Per sempre in viaggio sulla tua Renault 5, prenditi questo bacio, come ogni anno.

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Informazioni su Badev

Looking for poetry in this and that.
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9 risposte a La banda (Canzone per Carlo V)

  1. Pietro Di Legami ha detto:

    Cara Ba’.
    Ho fatto bene a non commentare il tuo penultimo: questo mi aiuta.
    Volevo dire, a proposito di Firenze lo sai, che la tua prosa si fa poesia quando lasci che il tuo occhio sul mondo che ti circonda, ma non solo,traduce in parole che toccano la parte sensibile dei nostri cervelli e lo rendono attento affascinato rapito ammirato dalla tua naturale capacità di esprimere ciò che vedi e senti e ce lo trasmetti ce lo regali e ce lo fai scoprire o riscoprire, perché, anche se noi avevamo visto, non lo abbiamo capito finché tu non ce l’hai “tradotto”.
    Un Pentolino fa hai riassunto in modo mirabile un po’ di tua biografia . Graziosa divertente..
    A me interessa che tu traduca ciò che vedi per farmelo arrivare a gustare in pieno a modo tuo.
    Un bacio.

  2. esercizidipensiero ha detto:

    la veneziana piange, qua.

  3. kalissa2010 ha detto:

    Posso lasciare anche il mio saluto?
    Un bacio no,
    sarebbe come entrare con uno spintone sul tuo tram di ricordi.
    “mani di zigomo” doveva essere una persona speciale.
    Lui legge e lo sa.

    • Badev ha detto:

      Lui non legge più. Ma è comunque una bella stagione.
      Grazie!

    • kalissa2010 ha detto:

      Doveva essere e leggeva, leggendo ancora.
      Perché pensieri così non restano qui, ma vanno lontano, arrivano ovunque.

      Torno tardi.
      Ho corso all’indietro per ritrovare questo post: strana la tecnologia a volte ti costringe a rallentare.

  4. penna bianca ha detto:

    Finché quello che resta diventa estate siamo contenti. Una bella poesia, Badev cara.

    • Badev ha detto:

      Detto da te che hai frequentato a lungo i salotti poetici (ancorchè virtuali) è una soddisfazione. Sai, davvero non c’è stagione che abbia potuto rappresentarlo meglio. Un bacione, PB!

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