Misunderstanding

OLYMPUS DIGITAL CAMERANel 2003 scrissi questa poesia sulla gelosia. Personaggi e interpreti erano puramente di fantasia, oppure no, non ricordo, lo ricordo benissimo.
In realtà fu un felice stare di entrambi i protagonisti, americano da un lato e italiano dall’altro, non furono riportate lesioni di rilievo, lei ci rimase malissimo per settimane, altrochè.
Era una storia tutta inventata, mi piaceva l’idea di scrivere in versi quasi l’incipit di un film o di un libro, tuttavia queste strofe furono scritte con la pancia, mica con la penna, anzi non so più, dovrei fare mente locale, in effetti fu un lunghissimo novembre, poche ciance.
Mi intrigava più di tutto prendermi la libertà di usare parole come “estintori” e “anatre”, per non parlare di “Central Park”, scimmiottando un po’ Anne Sexton, ma ben lungi dal cedere alla tentazione del monossido di carbonio, anzi ero fin troppo viva, propulsiva e romantica, come si è a trent’anni.
Insomma, alla fine non si contò nessun ferito, o forse due.
Ed eccola allora, che è tanto tempo che questo blog si riposa.

Dal bordo della piscina atlantica
e del “misunderstanding”
ti grido
che bisogno avevi di raggiungere l’altro lato del sonno?
non senza una sciarpa fatta da me, almeno.

Mi disfo in biglie
in rumore
sul pavimento metà inverno, metà oceano
in cui affondo
col palloncino legato al polso.

E’ il penultimo strappo di calendario
occorrono le calze e la pazienza
e coppie di estintori sul ballatoio,
dove aspetto, in buona fede.

Lei è sempre deliziosa
starnazza come le anatre nell’acqua a Central Park
e ha tutti i tuoi recapiti,
vedrai,
che ti telefona.

Foto (B. De Vito): New York, quel famoso ponte, 2004

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Informazioni su Badev

Looking for poetry in this and that.
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22 risposte a Misunderstanding

  1. esercizidipensiero ha detto:

    ogni volta che ritorna, questo blog porta un regalo.

  2. massimolegnani ha detto:

    Invidio la capacita’ di mettere parole in una specie di delirio organizzato, di addomesticare il caos e di saper tradurre le emozioni senza che appaiano. Io non so volare, scrivo basso.
    ml

  3. riruinglasgow ha detto:

    bellissima come te. il finale mi ha fatto ridere! ora ti scrivo badev. smak

    • Badev ha detto:

      Sono onorata, detto da te che ora sei un personaggio famoso e ti becco anche alla radio in giro per la città… Se il finale fa ridere è perfetto… 😉

  4. gisi ha detto:

    oggi non commento, ma mi hai strappato un sorriso, e mica è poco 🙂

  5. penna bianca ha detto:

    Arrivo,arrivo, che qui siamo sommersi dalla neve. Però leggere questo post per sanvalentino mi fa sorridere dalla mia gelosia che c’è, c’è. Anche se io non lo ammetterei MAI ! un bacio 🙂

  6. kalissa2010 ha detto:

    Rileggo questo post il 14 febbraio e penso che si, quella telefonata l’avrà fatta,
    ma alla fine sarà rimasta a nuotare nel lago.
    Io…avrei perso il numero.

  7. barbara ha detto:

    che bello leggere qualcosa DI BELLO, COME TE. UN ABBRACCIO VERO.BARBARA L AMICA DI SANDRA—-

  8. PuntoG ha detto:

    L’ho amata la prima volta che l’ho letta sotto una deliziosa fotografia.
    Per le biglie, il palloncino, l’estintore, ma più di tutto per l’anatra che starnazza.
    Mi piace il tuo blog: (anche) il riferimento a Cortazar nel titolo.
    ciao
    PuntoG

    • Badev ha detto:

      Ma chi sarai mai da affondare le tue radici in una foto così lontana (era un bianconero torinese, come dice flickr, 59 months ago!), questo sì, mi incuriosisce assai. Grazie per essere ricomparsa stasera anche qui 🙂

  9. violaraffa ha detto:

    io son senza parole.. però volevo dirtelo.. 🙂

  10. Gianca ha detto:

    Le ultime 5 righe in particolare sono davvero da sceneggiatura di un film!
    E questo post è very funny, in barba alle lesioni che lì per lì saran pure sembrate di rilievo, ma che ora restano nient’altro che segni colorati in una pagina della tua vita.
    Colorati perchè in fondo ti hanno ispirato, così come tu lo hai provocato a noi, un bel sorriso!

  11. PuntoG ha detto:

    Te l’ho “rubata” 😉

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