Vermouth

foto
Sul treno per Buenos Aires
tu sia la fila di denti
che mi sorride
nel riflesso del finestrino.
Che tu sia domani l’occhio bello,
quello della cartolina
dalle Magdalen Islands,
la vocina
con l’accento québécois
che mi fa ancora sempre divertire.
Non mancare questa canzone,
la sua irripetibile verità,
pagale un altro vermouth
esagera per lei,
che è vita,
come quella notte ad Antequera.
Distenditi sulla Terra
come fai tu
quando perdi il ritmo col mondo
mettiti giù
perchè combacino di nuovo i respiri,
sdraiato,
sulle terrazze del Clyde
sulle montagne del Vallese
sulle spiagge dell’Elba
in una strada coreana,
dove vuoi tu
e qui accanto,
per almeno un migliaio di sere.
C’è una lunga estate
senza bombe, senza trappole,
di simmetrie speciali
a cui credere soltanto.
Così urlerà il suolo antico al tuo orecchio,
come uno strattone del vento sulle vele,
appena un istante prima di lasciarti addormentare
in un porto di insensatezza.

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9 risposte a Vermouth

  1. graziaballe ha detto:

    Speravo proprio di leggere qualcosa prima di Natale!
    Perchè è un piccolo regalo ogni cosa che scrivi.

  2. mi eri venuta in mente giusto tre o quattro sere fa, mentre sorseggiavo del mate insieme ai nostri amici argentini. non pretendevo mica una risposta così puntuale, eh! 😉
    buoni giorni

  3. Pavolo ha detto:

    Bello,
    Proprio bello.
    Grazie

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