Volando con Eugenio

fotoStasera ho incontrato un uomo-scoiattolo, una creatura rapida, agile, danzante, una sorta di disegno senza fine sopra un palcoscenico di periferia.
Ma al posto della coda aveva una lunga piuma d’uccello sul cappello… ed era Cyrano, il suo Cyrano così speciale, così eroicamente comico, sfrenato, inesauribile, come può esserlo soltanto chi sa di avere una dannatissima ragione nel cuore, un cuore incommensurabile, altro che enorme naso.
Eugenio saltimbanco, Eugenio spadaccino guascone, Eugenio che prima di essere Cyrano è una biglia magica con cui rotoliamo, noi “spett-attori”, attraverso le strade polverose delle sacre rappresentazioni medievali, lordandoci di terra i calzoni e le ginocchia, ma sorprendendoci a parlare “quasi” colto, maccheronico, via, quasi latino.
Eugenio-barca a remi, che ci traghetta a Venezia nel Cinque e Seicento tra le maschere della Commedia dell’Arte e, pirotecnico come solo lui sa essere, ci ubriaca di lazzi, vecchio Pantalone, aitante Zanni, rutilante Matamoros.
Eugenio-carrozza a cavalli alla volta di Parigi, di nuovo nei colorati, ironici, buffi e persino troppo sinceri panni delle maschere, quei panni che, ci racconta, facevano letteralmente scompisciare dal ridere il re Enrico IV di Borbone, ma soprattutto Maria de’ Medici, sua sposa.
Ci narra di artisti comici, cervelli in fuga ante-litteram, delle loro vite, delle loro svolte di esistenza verso luoghi più lontani da quelli natii, come il destino di Tiberio Fiorillo, “Scaramouche”, che da Napoli approderà a Parigi e andrà a contendersi le serate con Molière, al teatro dell’Hotel de Bourgogne.
E ancora Eugenio diventa Ruzante, disertore sui generis, che parte per la guerra e fa della sua codardia una virtù, grazie alla quale riesce a riportare a casa la pelle dalla sua Gnua, che invece non ha perso tempo ad aspettarlo e si fa trovare dal marito accompagnata ad un bravaccio…perchè in fondo “si mangia due volte al giorno”, cari miei, mica una volta all’anno.
Infaticabile, dopo una carrellata di personaggi attraverso tre secoli, Eugenio è infine anche Re Magio e accenna con affettuosa deferenza un omaggio a Dario Fo (il “Primo miracolo di Gesù Bambino” tratto da “Il mistero buffo”) e noi, di colpo tutti piccoli davanti al presepe, ridiamo a crepapelle con la malizia dei grandi.
Eugenio-bambino che quelle sue maschere no, non le vuole lasciare nel camerino e anche se domani si replica preferisce portarsele a casa e tenersi ben strette le sue macchinine.
Mentre lo aiuto a impacchettare le sue cose in quell’ora incantata, svuotata di parole e quasi sospesa del dopo spettacolo, chiacchieriamo di “Novecento”. Sono passati ormai vent’anni da quando iniziò a suonare il monologo di Baricco al pianoforte dentro quel transatlantico, un’incredibile e fortunata avventura certo, ma qualche volta anche una sorta di acquario artistico che un po’ ti imprigiona.
Tutto questo è stato, questa sera, “Sulle tracce della Commedia”, l’emozionante piroetta di circa due ore di Eugenio Allegri attorno al suo più grande amore.
E’ successo al Circolo Bloom, un piccolo teatro torinese, totalmente rinnovato da un anno, una sorta di nuovo “nido” ricostruito su un albero antico, per scommessa e per passione.
Perchè alla gente di teatro non passa mai veramente la voglia di quella vertigine nella pancia, di quella diastole concreta in cui diventi altro da te, di quell’inesprimibile attimo di arsura del respiro in cui il sipario si apre e il volo ha inizio.

Foto (B. De Vito): una dedica per me, di Eugenio Allegri, su una quarta di copertina.

Il sito del Circolo Bloom con la rassegna teatrale 2013-2014: http://www.circolobloom.org/

Questo spettacolo sarà rappresentato nuovamente il 14.02.2015 al Teatro La Suoneria di Settimo Torinese alle 21:30 in Via Partigiani 4.

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19 risposte a Volando con Eugenio

  1. graziaballe ha detto:

    Eugenio-fortunato, che una promoter come te è difficile da trovare!
    Mi sembrava di vedervi mentre raccontavi, tu seduta e attenta, lui nel pieno affabulare. 🙂
    (E ho pensato che in queste due settimane ho visto molte cose a teatro e non ho scritto di nessuna. Me pigra!)

    • Badev ha detto:

      Magari, mi sarebbe piaciuto avere più tempo. Non credo che Eugenio Allegri abbia ancora bisogno di promoter, tantomeno di uno pediatrico… 😉
      Scrivi allora, “graziaballe” (ogni volta mi fa ridere) che a noi piace leggerti!

    • graziaballe ha detto:

      In effetti confesso che ho visto solo dopo il post, andando a scuriosare sul suo sito, chi fosse! E wow…l’ ignuraaaaannnzzz! 🙂 Però dai, di promoter se ne ha sempre bisogno…pediatrici con talento poi fa una bella differenza! 😀

  2. Prishilla ha detto:

    Anch’io l’ho pensato, Eugenio-fortunato, che essere definito un disegno senza fine è una dedica proprio tanto bella!
    Prish

  3. mannaggia, tu lo sai che in post così mi ci perdo estasiato, vero?!? sì, lo sai, non sto neanche a dirtelo. millemila volte bravi ai ragazzi del bloom, che hanno portato eugenio allegri (me te lo ricordi quando fece la prima, primissima versione di novecento?) tra colonne, saracinesche e cortili di periferia. 😉
    (p.s. ma hai cambiato tema del blog?)

    • Badev ha detto:

      Sì, lo so, mio caro, perchè conosci le suggestioni del teatro. E conosci anche il Bloom! Dovresti tornare, ti aspettiamo. Di Novecento ho visto solo la versione recente.
      ps: Il tema del blog cambia spesso (se intendi la testata e i colori), vive in una costante irrequietezza, come l’autrice del medesimo, del resto.

  4. Pim ha detto:

    Mi imbattei in Eugenio che dondolava il piano sulla scena nei panni di Danny Novecento – come lui nemmeno Tim Roth e scusa se è poco. Era al Teatro Adua, manco esiste più. Qualche anno dopo lo ritrovai raffreddatissimo al Teatrino Civico di Chivasso, appunto come Cyrano. E ora eccolo qui, nelle tue parole e in una quarta di copertina che, lo confesso, ti invidio…

  5. filippomariafabbri ha detto:

    Davvero bellissimo quello che hai scritto. Ho visto Eugenio sia nel Cyrano che in Novecento ma soprattutto ho avuto la fortuna di fare uno dei suoi stage intensivi di Commedia dell’Arte. (pensa che una sera, dalla provincia di Reggio dove si svolgeva lo stage, rientrò a Torino per prendere dei video che voleva farci vedere. Il mattino dopo era tornato per riprendere il lavoro). Oltre che un attore è davvero una persona straordinaria e, in quei pochi giorni di lavoro, ha fatto volare anche noi

  6. Gianca ha detto:

    Non conosco – ahimè – Eugenio Allegri ma farò in modo di rimediare a questa mancanza, spero presto, visto anche che è nostro paisà!
    Mi ha comunque già emozionato il pentolino “promozionale”, e sono d’accordo con prishilla sulla beltà della tua dedica di disegno senza fine.
    A bientot.

  7. penna bianca ha detto:

    Sai che quelle parole, quelle parole che mi hai detto, risuonano ancora nella mia mente, mi fanno compagnia e mi fanno sorridere di gioia ancora?

  8. perdentedisuccesso ha detto:

    …wow che bell’articolo sull’amico Eugenio…. abbiamo lavorato parecchio assieme… e 900 credo di avere fatto il record. Visto 12 volte… un abbraccio e se lo rivedi lo saluta un amico di Belluno. (ps. grande anche nel CYRANO)….a presto!! R.

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