Tre lavori

2212890480_1a246af3b4_oPronto Soccorso Pediatrico, un pomeriggio come tanti, creature bollenti e variamente munite di catarro in una fila sconnessa che si snoda dalla sala d’attesa al corridoio.
Da me entra Federico, ha i capelli arruffati e grandi e luccicanti occhi nocciola, mi ricorda qualcuno che mi è caro e mi è istintivamente simpatico, a volte succede così.
E poi con quella palpebra sinistra un po’ scesa, dispettosa dalla nascita, e l’aria da poeta, seduto su quel lettino mi sembra un minuscolo De Andrè senza chitarra.
Si capisce subito che è di quelli un po’ speciali che stanno per dire qualcosa di memorabile.
E’ incredibile certe volte come ci si possa affezionare così in fretta a bambini sconosciuti fino a dieci minuti prima (esiste in pediatria il distacco professionale?), soprattutto quando il fatale sguardo “a presa rapida” si accompagna a una conversazione di questo tipo:
Io: – domanda al brucio, a scopo rilassante prima di introdurre l’abbassalingua, un oggetto apparentemente innocuo e invece temuto durante l’intera età evolutiva, un mostro di legno che popola i peggiori incubi dell’infanzia – “E allora, dimmi un po’, Federico, cosa ti piacerebbe fare da grande, ci hai mai pensato?”
Lui: “Sì, io vorrei fare tre lavori. Dal lunedi al mercoledi vorrei andare a scuola, però fare il maestro, mica lo scolaro. Il giovedi e il venerdi – (si infervora, si sposta il ciuffo) – voglio guidare il Fracciarossa Torino-Roma. Il sabato e la domenica – (spalancando un sorriso mancante di incisivo superiore) – lavorare in seggiovia!”
Io: “Bravo, sono belli tutti e tre…ma chi lo guida poi il Frecciarossa del ritorno?”
Lui: – (come se la questione non lo riguardasse affatto) – “Boh, mio fratello”.
Ecco, certi soggettini li dimetti proprio a malincuore…

Foto (B. De Vito): Playmobil al Pronto Soccorso

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Looking for poetry in this and that.
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35 risposte a Tre lavori

  1. Carla Massimetti ha detto:

    Be’, che c’è di strano. Tutti i Frecciarossa di ritorno sono guidati dai fratelli. A Trenitalia assumono solo così, fratelli.
    Senza poi contare l’idea grandiosa di fare tre lavori, suddivisi per i giorni della settimana.
    Vedi se dessimo retta ai ragazzini quante cose sarebbero semplificate e funzionerebbero alla perfezione, con sorpresa e dispetto dei grandi che non vogliono ammettere che un piccolo sia più intelligente e simpatico di loro.
    Rodari aveva ragione, una volta di più. (In laboratorio teniamo appesi i suoi pensieri, stampati su cartelloni rettangolari, lunghi, arancione bianco e nero tipici delle stampe Einaudi anni ’70. Sono all’entrata, in modo che sia chiaro come la pensiamo. Qualche nonna ci si ferma con l’estasi di chi riconosce un santo. Qualche giovanissima mamma si ferma a leggere incuriosita, e anche qualche papà. Però poi non ne parlano con noi).

    • Badev ha detto:

      Rodari era un mago, più che un santo, uno che mentre leggevi faceva muovere tutti gli ingranaggi tra cuore e cervello, perchè era riuscito a non perdere lui stesso gli occhi di se’ bambino. A presto, Carla.

  2. menteminima ha detto:

    Ti capisco, non sai quanto.
    … Io temo ancora l’abbassalingua, l’età evolutiva non finisce mai.

  3. penna bianca ha detto:

    Di’ pure a Federico che dal lunedì al mercoledì gli cedo volentieri il mio posto. Da subito, così fa la gavetta 😉

    • Badev ha detto:

      Non so però se poi la trasferta appenninica coincida con i suoi orari del frecciarossa, ho paura che si stressi troppo.
      Magari se gli va bene la seggiovia dell’Abetone…ci si può pensare!

  4. Pim ha detto:

    La gioiosa inverosimiglianza dei racconti infantili… I bambini se ne fanno un baffo della realtà, ci giocano come fanno con il pongo, modellandola a immagine e somiglianza di desideri, bisogni, aspettative. Evviva!
    Riuscissimo anche a noi a restare un po’ come loro, almeno una parte di noi non perdesse quella spensierata anarchica vitalità…
    P.
    (P.S.: io da piccolo mi limitavo a due lavori: il medico durante la settimana e il calciatore la domenica.)

  5. graziaballe ha detto:

    Ahah! che energetico che è Federico!
    Certo che da dietro a questa scrivania opto anche io per la varietà lavorativa!
    (Cmq pur di evitare l’abbassalingua ho imparato a spalancare le fauci in modo tale che mi si vedessero pure i polmoni….i pediatri rimanevano di stucco!)

    • Badev ha detto:

      Non mi stupisce, Grazia, le bambine di solito imparano in fretta, fanno proprio come dici tu e frignano molto meno. Un bacione!

  6. natadimarzo ha detto:

    Strano posto il pronto soccorso pediatrico. CI sono rimbalzata per un tirocinio qualche settimana fa, io che i bambini all’ospedale non li avevo mai nemmeno ipotizzati. All’ospedale ci vanno i vecchini, mica i bimbetti, mi dicevo. E invece mi sono ritrovata in mezzo a crisi di broncospasmo e gessi…anche se l’unica domanda che avrei voluto fare è “quali cartoni ti piacciono?”…credo che avremmo trovato molti punti in comune, io e loro…

  7. Prishilla ha detto:

    Quanto mi piacerebbe conoscere il fratello di Federico 😉

  8. Pendolante ha detto:

    Guidare un Frecciarossa e una seggiovia, la velocità e la lentezza e l’insegnamento. Poi il rischio della noia scampato con tre lavori. I nostri piccoli sono una miniera inesauribile. Un lavoro difficile il tuo e delicato e, no, non credo si possa avere un distacco professionale coi bambini e quando ho incontrato con la mia bimba un pediatra che lo aveva… bè era un pessimo pediatra.

    • Badev ha detto:

      Distacco professionale è un termine infelice e impreciso per esprimere la lotta che si fa costantemente, in questo lavoro, per mantenere la lucidità e la prontezza clinica di fronte a situazioni realmente coinvolgenti emotivamente, altro che storie.

  9. Theflyt ha detto:

    “E’ incredibile certe volte come ci si possa affezionare così in fretta a bambini sconosciuti..”
    ma non solo ai bambini!!! Simpatia ed empatia sono “emozioni” del tutto fuori dal nostro controllo,
    inspiegabili, irrazionali, ma non per questo meno preziose.

    • Badev ha detto:

      Infatti, vale per adulti e bambini, la sofferenza mette a nudo e livella tutti e tutto e non c’è cura alcuna che non debba tener conto delle emozioni. Ciao Paul.

  10. paperi si nasce ha detto:

    Che invidia per questo mio omonimo così dinamico e con le idee così chiare!
    Una precisazione, dottoressa: l’abbassalingua non è temuto soltanto durante l’età evolutiva. Tienilo presente, quando guarderai le tonsille a un compagno o a un amico col mal di gola.

    • Badev ha detto:

      Si presuppone che il compagno o l’amico (maggiorenni) abbiano imparato nel tempo “a spalancare come fa il leone”. Leone che ha imparato bene proprio per evitare l’abbassalingua, un oggetto tipico della savana.

  11. Patti ha detto:

    E’ incredibile come i bambini sappiano sempre sorprenderci… 🙂
    P.S. Ti leggo già da un pò ma è la prima volta che commento… Mi piace molto leggere i tuoi scritti così originali e ricchi di sfumature di vita. Ciao 😉

  12. massimolegnani ha detto:

    Distacco professionale suona peggio che giacca e cravatta.
    ml

  13. gialloesse ha detto:

    Quanta poesia nella vita intorno !

  14. 'povna ha detto:

    L’abbassalingua lo detesto ancora anche io, come molti Il Frecciarossa del ritorno non è un problema suo, dopo così tanti chilometri qualsiasi macchinista non fa la tratta inversa, praticamente mai! E bravo Federico!

    • Badev ha detto:

      Ma son cinque ore! Dillo a me che stamattina ero a Pechino e ora sono a Milano. Ho avuto la famosa giornata di “più di 24 ore” che spesso vorremmo, …ma l’aereo non lo pilotavo, almeno quello.

    • 'povna ha detto:

      Sono cinque ore guidando a 300 all’ora, e portando la responsabilità di un sacco di persone. Io sono felice che poi si prendano una pausa, non sto tanto a sofisticare sul numero di ore.

    • Badev ha detto:

      No, va bene, ma anch’io sono felice, figurati se non mi sembra giusta la pausa! 🙂 mi fa molto piacere, povna, che tu sia passata!

  15. 'povna ha detto:

    Molto felice anche io, mi pare un ambiente conosciuto! 🙂

  16. fango ha detto:

    ciao badevissima

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