Quando sarò di neve

6310121821_905f273dc3_o.jpg

Mi starai per un attimo accanto
anche quando sarò di neve?

Mi fermerai sul viso orizzontale
l’intimità della tua mano,
il coraggio
di una carezza senza risposta?

Questo ci ha restituito
il cambiamonete dell’esistenza
solo pezzi da cinque
in una fessura breve e scomoda.

Noi abbiamo raschiato anche quelli,
quel tutto di spiccioli vivi che restava,
fino all’ultima sottrazione possibile,
fino a questo lastrico
su cui lascio il tuo cuore.

Su cui ti lascio il cuore.

Annunci

Informazioni su Badev

Looking for poetry in this and that.
Questa voce è stata pubblicata in Interior whereabouts, People around me, Poetry, Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

19 risposte a Quando sarò di neve

  1. intesomale ha detto:

    questa cosa è una poesia. Così, in confronto a tante altre che sono solo a capo a cazzo. Inoltre, è bellissima.

    • Badev ha detto:

      Quanto mi fa piacere sentire che sono andata a capo “comme il faut”, voglio usare anch’io un francesismo… 😉 Sono contentissima di questa traccia del tuo passaggio qui.

  2. graziaballe ha detto:

    Ecco. Non è un commento a caldo, che si sappia.
    L’ho letta. Poi ci son tornata. Come si fa per le cose belle o intime o che non hai capito.
    Ma questa solo perchè era bella. (E intima).
    E anche la foto mi ricorda qualcosa di vicino.
    La nostra Szymborska torinese! Bentrovata! 🙂

    • Badev ha detto:

      Quindi l’hai capita, Graz?
      …ma addirittura la Szymborska? Beh, grazie! Ho dalla mia, tra l’altro, anche un nome molto più pronunciabile del suo, nel caso diventassi famosa 😉
      La foto era stata (da me) scattata ad una mostra collaterale ad Artissima che si dipanava nei locali lungo le vie del Quadrilatero (vicino, in effetti!).

    • graziaballe ha detto:

      Bhè, diciamo che le poesie si possono al massimo “intracapire”… se rendo l’idea! 🙂
      Quanto alla foto è bello pensare che abbiamo catturato entrambe quel frammento di spazio con occhio interessato…anche se in realtà ci avevo visto una installazione di qualche artista contemporaneo nel casale di Spoerri in toscana…o forse era lo stesso artista! Chissà! 😉

  3. gelsobianco ha detto:

    Avevo lasciato un mio commento, colpita da questa molto bella poesia ben articolata anche!
    Non lo trovo più.
    Grazie.
    🙂
    gb

    • gelsobianco ha detto:

      Chiedo scusa!
      Mi è riapparso il mio commento.

      Ancora ho riletto la poesia ed ancora considero questa una poesia molto bella e che mi trasmette tanto.
      gb

    • Badev ha detto:

      C’è stato qualche problema con i tuoi commenti, io approvavo, ma wordpress no… (boh?!), comunque ti ringrazio molto per quello che mi hai scritto! Ciao GB.

    • gelsobianco ha detto:

      Ho sentito davvero molto questi tuoi versi!
      E la poesia, secondo me, deve destare emozione.
      La poesia ha il potere della musica.
      Grazie, cara.
      Buona serata
      🙂
      gb

  4. Simosimun ha detto:

    Io quella neve e quella carezza le ho sempre rifiutate. Come i pezzi da cinque o meno. Ho fino ad ora sentito di rimandare tutto all’istante del mio personale salto spazio-tempo, quando pure il mio di sangue diventerà di neve. Quando, a sentimento, non serviranno più monete in cambio di tempo perchè il tempo stesso non avrà più un senso.

    • Badev ha detto:

      Essere neve era proprio questo, una dimensione in cui il sangue non circola più.
      Non so se sia giusto o meno dare spiegazioni a questi versi, forse quel che conta è che suscitino un’emozione e basta, slegati dal contesto che li ha ispirati.
      E’ una poesia del distacco, non del disamore, anzi, è un abbandono “loro malgrado”, dove il tempo insieme, pur speso bene, si è ridotto a spiccioli troppo brevi.
      Un saluto a te!

  5. Gisella ha detto:

    poesia perfetta(mente) calzante, la indosso

  6. fango ha detto:

    che botta, badev, che botta.
    di emozioni, di immagini, di lacrime tenute strette dietro agli occhi.
    grazie.

  7. edp ha detto:

    Tu sei di una bellezza, ma di una bellezza che no, non si può dire. Si può solo vedere. E fanqulo. Fanqulo.

  8. Pim ha detto:

    Ho letto e riletto, cercando di percepire le diverse sfumature di emozioni che le tue parole mi suggerivano. Le sento come lo scatto secco di una serratura che va a chiudersi (per sempre?), con quel clangore metallico di chiavi che sbattono le une contro le altre. Il dolore si è ormai asciugato nel silenzio, subentra un distacco duro, disidratato. Lo sguardo va altrove, fuori c’è vento e il mare è mosso, battuto dalle correnti che vengono da nord. Bisogna pur vivere…
    Un abbraccio e un sorriso.
    P.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...