Lato B

foto-3Torino che non sembra inverno. Il giallo della Caserma Cernaia occhieggia a tratti regolari fra le colonne dei portici, nessuno in giro, un frinire di bicicletta, un clochard nel suo grumo di coperte, senza un abat-jour da spegnere prima di dormire, ma con un libro di Agatha Christie tra le mani.
Viene ad aprirmi una bambina che non conosco, vede che ho portato dello spumante, dice ne avevamo già tre bottiglie e a scuola va tutto bene, in sintesi.
E’ una domenica sera quasi vintage, spuntano fuori due chitarre e poi, come diceva Fabrizio, “se la gente lo sa (e la gente lo sa) che sai suonare, suonare ti tocca per tutta la vita” e a qualcuno tocca sempre lasciarsi ascoltare, ma stavolta non ero io.
Cantiamo in circolo esattamente quelle canzoni che verrebbero in mente a te che stai leggendo, la classica “playlist” delle Marinelle, i Geordie, i suoni del silenzio, i magari fossi qui, le colpe di Alfredo, le avvelenate, i lascia che sia, ma anche un’inconsueta poeticissima Signora Aquilone, con la sua occupazione idiota, la libertà, in fondo a quel filo.
Siamo sui trenta, sui quaranta, è bello guardarci, già morsi più volte dai pesci durante le nostre nuotate, sempre più tra i sobbalzi delle onde, ma comunque in mare, a tratti stonati, a tratti intonati, alla vita.
C’è persino un canestro montato sulla parete in salotto, dev’essere l’amorevole evoluzione dei disegni appesi sui frigoriferi delle cucine, penso, e mi sembrate genitori allegri e la vostra casa una nave ben timonata.
Le ore scorrono veloci, due annunciano ridendo il loro matrimonio, lui sonnecchia nella poltrona-sacco cullato dalle nostre voci, lei ha fatto uno strudel buonissimo in una teglia troppo piccola.
Con la coda dell’occhio mi accorgo che le librerie dei nostri soggiorni contengono gli stessi titoli, arrivati in momenti diversi dentro lo stesso tempo, abbiamo sognato in quelle pagine cose simili e sottolineato probabilmente le stesse righe quando ci siamo sentiti toccati, letti nel pensiero.
A un certo punto Claudio dice: certo che da quando nei dischi non c’è più il “Lato B” si è perso il piacere di andare a scoprire i brani “meditativi”, quelli più esistenziali, meno “facili” di quelli orecchiabili e di successo che venivano messi sul Lato A, insomma quelli che poi magari ti piacevano anche di più, ma solo dopo un po’ di ascolti.
E qualcuno ha obiettato che il lato B c’era solo nei 45 giri, non nei 33, e si è insinuato un dubbio generale, perchè non ci ricordavamo più, in un’amnesia quasi collettiva indotta dalla disabitudine e dal tempo che impolvera la mente, se davvero il 33 giri avesse le tracce musicali incise da ambo i lati…
E sì, le aveva.
Per un attimo la puntina del giradischi ha grattato sulla polvere della memoria, tutti abbiamo sentito quel fruscio, quel verso fine e concreto di vinile nelle nostre teste.
Ma allora metà della musica, quel lato B che forse c’era e forse non c’era, è di nuovo tutta da ascoltare.

Questo post è dedicato a Davide Greco, per la musica, la speranza e la vita che contiene.

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Informazioni su Badev

Looking for poetry in this and that.
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22 risposte a Lato B

  1. Pietro Di Legami ha detto:

    Ciao Ba’. Che bello rileggerti, mi/ci mancavi. Confesso anch’io la mia personale preferenza del lato “B”, ma solo dei 45. I lati dei 33, per me si equivalevano.

  2. graziaballe ha detto:

    Era un let it be che diventava “lato biiiiii, lato bi o lato bi”!
    e di sicuro there will be an answer a e in tutto questo…ma che gente conosci???

    • Badev ha detto:

      Ignorerò la prima parte, caciarona romanaccia.
      The answer…is blowing in the wind.
      (e questa neanche l’abbiamo fatta, invece meritava!)

  3. kalissa2010 ha detto:

    Nei 33 era semplicemente il seguito, quello che non ci stava in un lato solo. Quante cassette registrate…scegliendo, contando i minuti, sfumando…Il tutto per creare qualcosa di unico dagli LP comprati coi risparmi. Poi la copertina da decorare, da personalizzare. Chissà se nelle vite di quelli a cui le ho regalate, hanno ancora uno spazio polveroso, naufraghe di traslochi e cambi di rotta. Quanta malinconia m’è venuta leggendo queste righe bellissime e, come sempre, m’è sembrato di vedere tutto: la bimba che apre la porta, le librerie, i visi, i rumori e l’odore del caffè, alla fine.

    • Badev ha detto:

      Quante ne ho realizzate anch’io di “collection” e con quale perizia, tanto che oggi mi chiedo se ne sarei di nuovo capace! Erano una vera e propria arma di seduzione, tra l’altro!
      Ciao Claretta 🙂

    • kalissa2010 ha detto:

      Ehhh…io non ho sedotto nessuno con quelle casette: ero proprio una frana! 🙂

  4. Mezzatazza ha detto:

    Molto bello 🙂
    Peccato non aver vissuto i dischi, le cassette un po’ valgono..?

  5. ecco, in tutto ciò mi sfugge il “quasi” riferito al vintage. 😛 – ma forse è solo per il fatto che a legger post così mi viene spontaneo pensare al “è bello che dove finiscono le dita debba in qualche modo iniziare una chitarra” (cit.)

  6. Badev ha detto:

    Hai ragione, dato che non si parla d’altro che di long playing e affini, ma il concetto iniziale di serata vintage, era più legato a ciò che non si è fatto, rispetto a ciò che si è fatto. Mi spiego: niente tv, niente talk show, niente cellulari (se non per cercare i testi delle canzoni), proprio solo le persone e le parole.
    Chez Grazia, la prossima volta ti porto.

  7. serenaseblu ha detto:

    Lato B preferito di 33 giri: Born in the USA. Iniziava con No Surrender, non so se mi spiego.
    Post da lacrimuccia

  8. Badev ha detto:

    Condivido in pieno, No Surrender faceva proprio quell’effetto lì, arrivava dopo, ma non ti lasciava più. Grazie Alby! (Per non parlare di My hometown, per chiudere in bellezza un Lato B).

  9. Pim ha detto:

    Se è per questo, ci sono stati anche dei 45 giri con doppio lato A, contenente cioè due canzoni. Precursori (ça va sans dire) i Beatles i quali, nel febbraio del 1967, fecero uscire “Strawberry Fields Forever / Penny Lane”: due capolavori assoluti della musica contemporanea messi lì insieme così, semplicemente, in un unico dischetto…

    • Badev ha detto:

      In effetti tra le due non saprei quale scegliere, anche se ho avuto sempre un debole per Penny Lane, così schietta, così allegra col suo barbershop…
      Bacioni.

  10. Stefano ha detto:

    Possiedo il 45 giri di De Andrè dove “La canzone di Marinella” è il lato B di “Valzer per un amore”.
    Ma il successo arrise molto più al lato B

    • Badev ha detto:

      Davvero? Avrei detto il contrario..! Ciao Stefano, vedo che siamo ancora amici nonostante il “gran rifiuto” sullo storytelling, una specie di Celestina V…abbi pazienza! A presto in quel del Tio Pepe, di nuovo stra-fallito, pare, e dunque ora rinominato amichevolmente solo… “Pepe”. Sapevi?

  11. Stefano ha detto:

    Sapevo del cambio di gestione, non che fosse dovuto ad un fallimento.
    Se è fallito a causa della mia reiterata richiesta di scontrini va bene…
    A presto, fatti viva!

  12. stefcatt ha detto:

    Mi ricordo una tua cassetta in cui, sotto mia esplicita richiesta, mi hai messo in loop mille volte di seguito..Patience dei Guns…adoravo l’inizio fischiato!

  13. Francesca De Bei ha detto:

    Ciao Barbara! Molto piacere a risentirti e rileggerti!!! Il lato B, quello più nascosto e a volte dimenticato (…..), spesso è quello più vero e profondo. Bisogna aver voglia di scoprirlo!
    Un abbraccio…..è un po’ che non ci vediamo!

  14. gianni ha detto:

    scenario: fine degli anni ’70, 10-11 anni, cronicamente squattrinato, toppe ai pantaloni, brado erratico di quartiere, mi trovo al cospetto del mitico Maschio, CrisBi o Rock and Folk e devo decidere se e come investire il mio patrimonio settimanale, la 1000 lire! disco o altro? la differenza la faceva sempre il mitologico lato B. Se mi garbavano entrambi i lati, la scelta era obbligata e la pizza o il gioco di turno soccombevano!. Il lato A era scontato, ma il lato B.. era pane per intenditori, a volte citato in discussioni di gruppo, alla maniera del musical-snob.
    L’inedito che ti affranca. Il mio sogno erano 45 giri con 2 lati B!!
    Con gli anni ho capito che quella del lato B è invece una filosofia di vita, poca vetrina, molto cuore e sostanza…ossia persone come Barbara De Vito o vocazioni come quella di lavorare in un Pronto Soccorso o tifare Toro…. e mi ci sono adattato. dovevo capirlo da subito…

  15. avvocatolo ha detto:

    Oddio i circoli chitarrosi…mi sento vecchio a pensare che la mia vecchia e fida chitarra la ho imprestata senza rimorso a mia nipote…qualcosa come 10 anni fa…

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