La bellezza delle balene a metà del salto

img_4006Dell’Islanda ricordo le mie carezze sulla criniera di un cavallo e code di balena che tramontano eleganti nell’Artico.
Pochissimi elementi alla volta, per lo più in un orizzonte terra-aria o acqua-aria, quasi mai alberi o persone o voci o panchine, nessun cartellone pubblicitario. Intorno era l’assenza, il tempo non scandito, la vastità e mai, nemmeno per un attimo, la noia.
Sedersi era diventare un punto che interrompe il suolo, il ghiacciaio, la prateria, magari una dorsale oceanica o un vulcano che dentro fa le fusa. Alzarsi era raddoppiarsi nell’ombra e l’ombra inchiodava l’estate per terra, fino a molto tardi.
Quel mondo alla fine del mondo faceva rumore di zoccoli di pecore sulla strada, stizzite dai fanali degli uomini, quel mondo era denso come i fumi delle solfatare, caldo come il vapore dei geyser, colorato come le pulcinelle di mare, solenne come gli iceberg nella laguna glaciale.
Noi dormivamo in fattorie dentro il niente e parlavamo di tutto, riempivamo l’isola di parole e di amicizia, avevamo freddo, la notte era metà luce, metà acqua di cascata in lontananza, era ricordo degli arcobaleni del giorno, singoli, doppi, a tutto sesto, tanti, quanti ne volevi. E ne volevamo di nuovi, l’indomani.
Credevamo che tutta quella solitudine non potesse che esplodere in lava incandescente e poi diventare solida, intorno a noi si distendevano morbide altalene lunari, talora ricoperte da muschi, una minuscola promessa vegetale che quasi non osavamo sfiorare per rispetto al respiro del tempo, alla sua infinita lentezza nel dare vita alla vita.
Natura enorme e in miniatura. Ricordo dei fiori piccoli e rosa come fitti chicchi di riso nell’erba, erica forse, e la sabbia nera sottile ai piedi di una parete di basalto, miracolo di geometria, condominio di volatili. Anche noi, come gli altri uccelli, mangiavamo su uno scoglio, davanti al mare.
Un giorno siamo arrivati in un posto in cui le onde portavano pezzi di ghiacciaio fin sulla riva e oltre, si posavano zitti sulla spiaggia come enormi farfalle trasparenti di varie forme, immobili, come in un museo. Ma non morivano in un giorno.
Islanda che manchi soprattutto al nostro orecchio, oltre che al cuore. In ogni suo angolo di vento, in ogni curva e faglia di terra, nei quattro lati delle sue case di torba, nell’azzurro del lago che colma un cratere, l’Islanda ha un suono che una volta udito, non puoi più dimenticare, quello del silenzio.

Questo post è dedicato a Emanuele, solido e divertente compagno di viaggio.

Foto: B. De Vito (all rights reserved)

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20 risposte a La bellezza delle balene a metà del salto

  1. Virginia R. ha detto:

    Che bello rileggerti!

  2. massimolegnani ha detto:

    è come se tu in Islanda ci fossi stata un anno intero.
    è un piacere rileggerti, ti trovo in grande spolvero di parole che sono un ponte tra chi ci è stato e chi è rimasto a casa.
    ti ho ascoltato, più che letto, ho visto più che immaginato, e questa è la grande bellezza della scrittura.
    ml

  3. oh che meraviglia – e anche un po’ di invidietta, ad esser sincero: saremmo voluto essere lì, a giugno di quest’anno, ma le nostre velleità si sono impietosamente inchiodate sul budget. mi sono dovuto accontentare di un overdose di sigür ròs, ma immagino che al confronto, pur loro splendidi, quel silenzio rimanga inarrivabile.

  4. Stefania Costamagna ha detto:

    Grazie Barbara! Ci sei mancata! 😘

  5. Pietro DiLegami ha detto:

    Poesie in forma di prosa. E’ un piacere leggerle. Brava Ba’!

  6. Francesca ha detto:

    Ciao Barbara, che piacere!! L’Islanda è davvero un luogo che rimane nel cuore per sempre. Ho rivissuto le emozioni di quei luoghi nelle tue parole.

  7. Laura Costante ha detto:

    Grazie Barbarina…mi hai portato in Islanda…

  8. enricogarrou ha detto:

    Che incanto l’Islanda. Una terra piena di contrasti e di natura meravigliosa. Grazie per l’articolo, un’abbraccio

  9. marina ha detto:

    Grazie, hai scritto in questa prosa/poesia le emozioni del nostro viaggio stupendo in Islanda. Che nostalgia.

  10. kalissa2010 ha detto:

    Grazie per questo viaggio condiviso.
    Ti ho seguita, attraverso le fotografie, ed ho immaginato il silenzio ed il rumore dell’acqua nelle sue varie forme, il volo degli uccelli, la luce.
    Le tue parole, aggiungono dettagli ed emozioni alle immagini.
    Avevo trovato poetiche le isole Lofoten, il sole di mezzanotte a Capo Nord, l’Irlanda on the road e ed il Finisterre Bretone: in Islanda, penso, mi si scioglierebbe il cuore.

  11. Dorothy Gale ha detto:

    Che meraviglia: bisogno di grande Nord, sì! E balene, mie sorelle.

  12. Alessandra ha detto:

    che bello, avrei voluto essere io….

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