Tabellina dell’11

In fondo al telescopio c’è una bambina di undici anni che da qualche giorno ha messo l’apparecchio fisso ai denti e un prisma di plastica rigata sulla lente sinistra dei suoi occhiali. Sua madre, gonna a portafoglio sotto il ginocchio, mette in moto la Panda 30 rossa e va a parlare col professore di matematica…bisogna avere pazienza, sa, l’età è già ingrata, può capire ora con tutta quella ferraglia in bocca e quella patacca sull’occhio, avvisateci se la vedete intristirsi, comunque a scuola deve andare bene, lei sia giusto, senza sconti, e anche noi faremo del nostro meglio.

In fondo al cannocchiale c’è una ragazza di ventidue anni, con i denti dritti, il codino e una montatura alla moda di resina blu, comincia adesso a rendersi conto che all’altro capo delle flebo c’è la più grande biblioteca di storie che si possa mai immaginare, ci sono, soprattutto, mani che stringono domande difficili, probabilmente con più di una risposta possibile. Lei, alla fine di ogni libro-letto, pensa che la docente di Chimica Organica avesse ragione il primo giorno del primo anno di Università…la Medicina, ragazzi, è una lunga strada in salita, di cui però non vi pentirete mai.

Dietro la lente d’ingrandimento c’è una giovane donna di trentatré anni senza nemmeno una carie, ma con un occhio operato, fragile per sempre, che le ha tolto ogni traccia di invincibilità e le ha messo addosso una gran voglia di guardare. Infatti la si vede spesso con una valigia in mano, affacciata su un fiordo o sudata sotto qualche sole sahariano, e in quei frangenti il suo passaporto dice che più è curiosa e zingara e meglio sta. Quando non viaggia e non studia, scopre nel buio avvolgente del teatro un altro modo collettivo di sognare ed è una grande passione.

Sul palmo della mia mano vedo una donna di quarantaquattro anni, o forse una ragazzina, che sta contando le matrioske e le scrive a chi da poco tempo o da sempre è amichevole o amorevole presenza nell’orbita della sua vita, riconoscendosi davvero il privilegio assoluto di poter godere dell’intelligenza e della gentilezza di tanti.

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Looking for poetry in this and that.
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10 risposte a Tabellina dell’11

  1. Pendolante ha detto:

    Che bello questo sguardo esterno. Lontano, ma molto vicino

  2. Pietro DiLegami ha detto:

    Nostalgia Pentolino. Grazie Ba’ per questo regalo, in questo strano Luglio di questa strana Estate.

  3. Dorothy Gale ha detto:

    Mi sembra di vederti ad ogni passaggio che ci narri… sì, è una strada in salita di cui non ci si pente mai. E sì, sto anche io meglio se zingara e viaggiatrice. Ed è vero che è un privilegio godere della gentilezza di tanti. Buon compleanno!

  4. Che bel profilo offrono queste tabelline!
    (a ottobre, se vorrai e se il tuo nomadismo acconsente, ci sarà il festival del “nostro” teatro a Milano. Forse non molto al buio ma sicuramente il sogno collettivo non manca)

  5. theflyt ha detto:

    Bentornata!! A quando il microscopio?

  6. grazia ha detto:

    i commenti al post li sai già…
    ma il ritorno a scrivere su questo riquadro?
    la nostalgia di luoghinonluoghi di incontro…fortunati come questo! 🙂

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