Archivi categoria: Interior whereabouts

Il balzo del capriolo

Dice Saramago: “Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte”. Oggi … Continua a leggere

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Ceci n’est pas ma ville

  Mercoledi 11 novembre, sera, Parigi, Theatre de la Ville, è in scena il “Dyptique 6/7”. Nella penombra del palcoscenico sei corpi danzanti, vestiti di nero e nebbia, ripetono ipnoticamente un movimento all’unisono e solo le mani e i piedi sono … Continua a leggere

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Luglio, il 14, e le fiabe italiane

Luglio fa delle righe di persiana sul tavolo della mia cucina. Poggiata tra due righe una scatoletta di mandorle salate rivela sul retro la sua impressionante portata calorica: 260Kcal per 40 grammi. Questa è l’estate. E questi quattordici giorni di luglio quante calorie fanno? Quante … Continua a leggere

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Tulipani d’acqua e aria

Dieci tulipani. Due occhi smeraldini mi danno qualche moneta di resto dicendo “questi durano, sa”. No, non lo so che cosa sia che “dura”, fin da che ora il giorno contenga la notte, quanto siano ampie le orbite in cui … Continua a leggere

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Dodici ore

Il mio Natale è questa notte di guardia che è giunta al termine più vera di tante altre. E’ il mio collega che dall’altro ambulatorio mi chiede, per favore, B, questo bambino, lo visiti anche tu? E lo so che … Continua a leggere

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Open mic : that’s all folks!

Clara era una bambina minuta, con le fossette, un trattino agile sul mondo. Aveva una vestina con le maniche corte, dalla fantasia punk, che sua madre le aveva comprato a San Francisco in Haight Ashbury, poi non se l’è mai … Continua a leggere

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Parole, parole, parole

Oggi, passando davanti a una libreria sotto casa, sono stata fatalmente attratta dalla copertina di questo libro: “I quarantanove otogibanashi del Giappone del Nord”. Il titolo, mozzafiato, mi ha fatto subito pensare a un film di Alain Resnais che ho … Continua a leggere

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